Primo maggio, De Maria: «Tornare a considerare il lavoro una priorità»

Il 1° maggio è e deve rimanere la festa del lavoro. Certamente quest’anno la ricorrenza assume aspetti di denuncia del lavoro che manca, del lavoro precario e insicuro. La giornata vuole essere una manifestazione partecipata che induca tutti, a partire dal quadro politico ed istituzionale, a considerare il lavoro la priorità.
Ed è proprio questo slogan che sarà al centro della Manifestazione nazionale di CGIL CISL UIL che si terrà a Perugia il 1° maggio.
Al sesto anno di crisi i dati sul lavoro sono drammatici: oltre 2,7 milioni di persone sono disoccupate, altrettante 3 milioni, scoraggiati, non cercano più una occupazione e la disoccupazione giovanile ha raggiunto ormai tassi insostenibili.
Non servono tuttavia dati statistici per capire la dimensione del problema; la mancanza di lavoro è un fattore devastante che viviamo quotidianamente, incontrando chi ha perso il proprio impiego, chi è preoccupato perché posto in cassa integrazione, chi si vede ridotto un reddito già di per sé basso e quindi ha paura di non riuscire a dare certezze alla propria famiglia.
La mancanza del lavoro nega la dignità della persona, del suo essere parte di una società, ed è per questo che il tema lavoro deve essere la priorità assoluta dell’agenda del governo che sta nascendo o di qualsiasi altro che potrebbe subentrare.
Il rigore, le tasse, i tagli indiscriminati hanno messo in ginocchio gli italiani, e quindi serve un’assunzione di responsabilità che porti ad una nuova azione politica che possa accompagnare una uscita del Paese da questo stato recessivo.
E’ necessario difendere il lavoro che c’è, anche trovando le risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori sociali senza i quali aumenterebbe ulteriormente la disoccupazione.
Bisogna costruire un patto sociale tra istituzioni e parti sociali sul rilancio della nostra economia, poggiando su forti scelte di politica industriale a difesa delle nostre imprese che possano creare nuova occupazione insieme ad una nuova politica fiscale che riduca in maniera significativa le imposte sul lavoro, sia sui dipendenti che sulle imprese che producono occupazione.
Ma anche nel lavoro che c’è si rende necessario tenere alta la guardia contro possibili situazioni di criticità, come il ricorso al lavoro irregolare, il sottosalario dato agli immigrati, la sicurezza sui luoghi di lavoro, le infiltrazioni malavitose in alcuni settori particolari. Sono questi fattori che in situazione di pesante crisi possono trovare spazio a scapito dei lavoratori.
L’Italia sta vivendo una fase molto delicata della sua storia. Tutto ciò richiede un governo autorevole, che sappia affrontare l’emergenza lavoro attraverso scelte condivise, sapendosi spendere con autorevolezza anche verso una Unione Europea alla quale si deve chiedere un allentamento del rigore, che tanti guai sta creando a diversi Paesi, a favore di uno sviluppo quanto mai necessario per farci uscire dalla fase recessiva.
Il sindacato saprà fare la sua parte. Nei momenti difficili ha sempre dimostrato responsabilità e capacità nel proporsi come soggetto protagonista nelle scelte a sostegno del Paese e a difesa della sua democrazia.
Oggi, più che mai quindi, serve un grande sforzo comune che sappia mettere al centro la priorità delle priorità: il Lavoro. Questo sarà il messaggio forte di questo 1° Maggio.
Ed è proprio questo slogan che sarà al centro della Manifestazione nazionale di CGIL CISL UIL che si terrà a Perugia il 1° maggio.
Al sesto anno di crisi i dati sul lavoro sono drammatici: oltre 2,7 milioni di persone sono disoccupate, altrettante 3 milioni, scoraggiati, non cercano più una occupazione e la disoccupazione giovanile ha raggiunto ormai tassi insostenibili.
Non servono tuttavia dati statistici per capire la dimensione del problema; la mancanza di lavoro è un fattore devastante che viviamo quotidianamente, incontrando chi ha perso il proprio impiego, chi è preoccupato perché posto in cassa integrazione, chi si vede ridotto un reddito già di per sé basso e quindi ha paura di non riuscire a dare certezze alla propria famiglia.
La mancanza del lavoro nega la dignità della persona, del suo essere parte di una società, ed è per questo che il tema lavoro deve essere la priorità assoluta dell’agenda del governo che sta nascendo o di qualsiasi altro che potrebbe subentrare.
Il rigore, le tasse, i tagli indiscriminati hanno messo in ginocchio gli italiani, e quindi serve un’assunzione di responsabilità che porti ad una nuova azione politica che possa accompagnare una uscita del Paese da questo stato recessivo.
E’ necessario difendere il lavoro che c’è, anche trovando le risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori sociali senza i quali aumenterebbe ulteriormente la disoccupazione.
Bisogna costruire un patto sociale tra istituzioni e parti sociali sul rilancio della nostra economia, poggiando su forti scelte di politica industriale a difesa delle nostre imprese che possano creare nuova occupazione insieme ad una nuova politica fiscale che riduca in maniera significativa le imposte sul lavoro, sia sui dipendenti che sulle imprese che producono occupazione.
Ma anche nel lavoro che c’è si rende necessario tenere alta la guardia contro possibili situazioni di criticità, come il ricorso al lavoro irregolare, il sottosalario dato agli immigrati, la sicurezza sui luoghi di lavoro, le infiltrazioni malavitose in alcuni settori particolari. Sono questi fattori che in situazione di pesante crisi possono trovare spazio a scapito dei lavoratori.
L’Italia sta vivendo una fase molto delicata della sua storia. Tutto ciò richiede un governo autorevole, che sappia affrontare l’emergenza lavoro attraverso scelte condivise, sapendosi spendere con autorevolezza anche verso una Unione Europea alla quale si deve chiedere un allentamento del rigore, che tanti guai sta creando a diversi Paesi, a favore di uno sviluppo quanto mai necessario per farci uscire dalla fase recessiva.
Il sindacato saprà fare la sua parte. Nei momenti difficili ha sempre dimostrato responsabilità e capacità nel proporsi come soggetto protagonista nelle scelte a sostegno del Paese e a difesa della sua democrazia.
Oggi, più che mai quindi, serve un grande sforzo comune che sappia mettere al centro la priorità delle priorità: il Lavoro. Questo sarà il messaggio forte di questo 1° Maggio.